Servizio di stampa 3D per prototipi e piccole serie
Prototipi funzionali, pre-serie e piccole produzioni attraverso tecnologie di additive manufacturing.
Stampa 3D professionale
La stampa 3D professionale è la soluzione ideale per trasformare rapidamente un file CAD in un componente fisico, funzionale e pronto per test, validazioni o piccole produzioni. Attraverso tecnologie additive come FDM, SLA, DLP e HP Multi Jet Fusion, è possibile realizzare geometrie complesse, prototipi tecnici, componenti estetici e parti resistenti senza i tempi e i costi iniziali degli stampi tradizionali. Marca Eng. integra la velocità della prototipazione digitale con un approccio produttivo industriale: dalla scelta della tecnologia e del materiale fino al controllo qualità finale, ogni fase è pensata per ottenere pezzi affidabili, ripetibili e coerenti con le esigenze applicative del progetto.
La stampa 3D è particolarmente indicata per prototipi funzionali, test di montaggio, pre-serie, dime, attrezzature leggere e piccole serie personalizzate, con validazione funzionale a ogni passaggio prodotto.
Il configuratore online dà un prezzo immediato sui materiali di uso corrente. Gli altri che trovi in questa pagina — poliammide caricata vetro o carbonio, polieterimmidi, policarbonato, le resine tecniche — si fanno, ma vanno concordati: cambiare materiale su una macchina è un’operazione lunga, e su un lotto piccolo quel costo pesa più del pezzo. Scrivici con la quantità e ti diciamo subito se conviene.
Stampa 3D MJF
Stampa 3D MJF
Panoramica Tecnologia — Stampa 3D MJF
La stampa 3D MJF (Multi Jet Fusion) costruisce il pezzo fondendo, strato dopo strato, un letto di polvere di poliammide: una testina deposita l’agente fusore dove il materiale deve solidificare e una sorgente infrarossa lo fonde. La polvere non fusa sostiene i pezzi durante la costruzione, evitando supporti dedicati. Cavità e canali devono consentire la rimozione della polvere. Dopo raffreddamento e depowdering, i componenti vengono sottoposti alle finiture e ai controlli previsti. Volume di lavoro 284 × 380 × 380 mm, spessore di strato 80 µm, precisione dimensionale dichiarata da HP ±0,2 mm misurata dopo sabbiatura. Le tolleranze ottenibili su un pezzo dipendono anche da dimensioni, geometria e orientamento, e si confermano in analisi del progetto. È la tecnologia indicata per prototipi funzionali, piccole e medie serie e componenti che devono lavorare, non solo essere guardati.
Stampa 3D FDM
Stampa 3D FDM
Panoramica Tecnologia — Stampa 3D FDM
La stampa 3D FDM industriale di grande formato è ideale per prototipi funzionali, componenti tecnici, dime di montaggio, attrezzature di produzione e parti su misura di grandi dimensioni. Grazie all’utilizzo di materiali termoplastici performanti, consente di realizzare pezzi robusti e utilizzabili in contesti reali, riducendo tempi e costi rispetto alla produzione con stampi o lavorazioni tradizionali. Volume di stampa fino a 900 × 600 × 900 mm in tecnologia FDM industriale.
Stampa 3D SLA
Stampa 3D SLA
Panoramica Tecnologia — Stampa 3D SLA
La stereolitografia costruisce il pezzo polimerizzando una resina liquida con un laser ultravioletto che traccia il perimetro e riempie le sezioni. È indicata per dettagli fini e superfici di elevata qualità; il risultato dipende da macchina, resina, orientamento e finitura. Volume di lavoro 800 × 800 × 600 mm.
Resine disponibili: una versatile per prototipi estetici e funzionali, una trasparente con effetto vetro e una tenace, per quando servono resistenza meccanica e un comportamento vicino a quello di un termoplastico.
Vale anche qui quello che vale per il DLP: sono resine fotopolimeriche, non termoplastici. Il pezzo cresce su supporti che lasciano un segno da rifinire, va post-polimerizzato per arrivare alle proprietà dichiarate, e va protetto dalla luce ultravioletta se resta all’aperto. Il vantaggio dell’SLA è la superficie: quando conta come il pezzo si vede e si tocca, è la strada giusta.
Stampa 3D DLP
Stampa 3D DLP
Panoramica Tecnologia — Stampa 3D DLP
La stampa 3D DLP (Digital Light Processing) solidifica una resina fotopolimerica proiettando l’immagine dell’intero strato sulla piattaforma in un solo lampo di luce. È la differenza con la stereolitografia, dove un laser traccia il contorno punto per punto: proiettando lo strato intero, il tempo di costruzione dipende dall’altezza del pezzo e non da quanta superficie occupa. Ne derivano dettagli fini e una finitura superficiale che le tecnologie a filamento o a polvere non raggiungono. Volume di stampa 192 × 108 × 370 mm, risoluzione nel piano di 50 µm, spessore di strato regolabile. Pareti, fori e dettagli minimi dipendono da resina, geometria e orientamento e vengono verificati sul progetto.
Resine disponibili: un elastomero, una di uso generale, una tenace, una per alte temperature, una dissipativa, una con prove biologiche documentate, una strutturale, una caricata ceramica e un silicone. I dati della scheda qui sotto sono quelli dichiarati dai produttori dei materiali.
Una resina fotopolimerica non è un termoplastico. Alcune ne imitano da vicino il comportamento meccanico — rigidezza, resistenza all’urto, allungamento — ma invecchiano in modo diverso e vanno protette dalla luce ultravioletta se il pezzo è destinato all’esterno. La DLP può produrre anche componenti finali, utilizzando una resina qualificata per l’applicazione. Se occorre validare lo specifico grado termoplastico previsto per lo stampaggio a iniezione, si valuta una soluzione di tooling compatibile. Un componente MJF consente verifiche geometriche e funzionali, ma non riproduce automaticamente materiale e comportamento del componente stampato a iniezione.
Cosa tenere presente. Il DLP lavora su volumi contenuti: è la tecnologia dei pezzi piccoli e medi dove contano il dettaglio e la finitura, non delle parti ingombranti. Il pezzo cresce appeso a supporti che vanno rimossi, e il punto di attacco lascia un segno da rifinire. Dopo la stampa serve una post-polimerizzazione: è quella che porta la resina alle proprietà dichiarate, e un pezzo non post-curato non le ha. Per carichi continui, temperature elevate o esposizione all’aperto va scelta la resina adatta — e in qualche caso conviene cambiare tecnologia.